Sul prestigioso Journal of Ophtalmology è stata recentemente pubblicata una metanalisi che dimostra l’efficacia e l’accettabilità dell’ortocheratologia, pratica contattologica, come trattamento per rallentare la progressione della miopia. Al lavoro hanno contribuito due ricercatori del nostro paese: Giacomo Savini, oftalmologo della Fondazione Bietti di Roma, e Antonio Calossi (nella foto), optometrista dell’Università di Firenze. La loro presenza, in uno studio di tale portata, testimonia il livello di eccellenza della ricerca italiana condotta in questo campo.

La metanalisi è un lavoro di analisi statistica della letteratura scientifica, che permette di raccogliere dati pubblicati in diversi studi sullo stesso argomento al fine di giungere a una sintesi dei risultati. «La metanalisi è nel complesso un lavoro più autorevole rispetto a ciascuno dei singoli articoli analizzati, perché permette una maggiore potenza statistica – spiega Calossi a b2eyes.com – In questo caso la metanalisi è stata condotta su otto studi, che hanno coinvolto 769 bambini di età media 10 anni (±1,52), seguiti per almeno due anni. Nei ragazzi trattati con l’ortocheratologia, la progressione dell’allungamento del bulbo oculare è diminuita di circa il 50% e il tasso di abbandono dal trattamento, cioè il drop out, è stato simile a quello del gruppo di controllo, dimostrando che l’ortocheratologia, oltre a essere efficace, è anche pienamente accettabile per i giovani portatori». Come precisa Calossi, negli studi analizzati non è stato riportato alcun caso di complicanza grave che abbia lasciato come esito danni permanenti all’occhio o alla visione. «Istruendo adeguatamente i ragazzi e le famiglie e rispettando un corretto programma di controlli, l’utilizzo di lenti per ortocheratologia notturna è sicuro quanto la contattologia convenzionale, tuttavia i rischi non sono mai nulli ed è fondamentale non abbassare mai la guardia – sottolinea ancora Calossi – La chiave per fornire un trattamento ortocheratologico efficace e sicuro è la proficua collaborazione fra i professionisti coinvolti in questa procedura, medici e tecnici, specializzati e costantemente aggiornati in questo campo, per essere in grado di seguire i più alti standard professionali»

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